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Chiuso in casa - Episodio #4

··3 minuti

Salve a tutti! Oggi, per festeggiare il primo giorno di Aprile, e il fatto che sono chiuso in casa da quasi un mese, le canzoni condivise saranno due!

Le canzoni, udite udite, saranno di un gruppo ITALIANO. 😲😲😨😨.
Non ve lo aspettavate, eh?

Le canzoni del giorno #

La prima canzone é:

S’i fosse foco, Kalevala hms

Quello che definirei “breve ma intenso” 😂. Ascoltate il testo, oggi la barriera linguistica non è una scusa valida.
L’album è del 2012 e si intitola “There and back again”.

La seconda canzone é:

Donald, wherès your trousers?, Kalevala hms

Dedicata a tutti coloro che lavorano da remoto… In mutande, o peggio 🙈.

Qua bisogna fare due appunti: questa è una reinterpretazione di una canzone umoristica di Andy Stewart e Neil Grant (Donald Where’s Your Troosers?), che nel 1960 è diventata una vera e propria hit.

Il testo narra di questo scozzese, che indossa il kilt invece dei pantaloni. Fin qua niente che ci possa scandalizzare: siamo nel 2020 dopotutto.
La cosa davvero divertente è che la canzone è stata scritta in una decina di minuti da Andy mentre era seduto nel gabinetto degli studi di registrazione “a braghe calate”, come potete ben immaginare dal luogo dell’avvenimento1. Idolo 😎.

Questa seconda canzone è uscita nel 2014 con l’album “Tuoni baleni e fulmini”. Penso che gli ascolti su Spotify siano in gran parte miei 😂.

La citazione del giorno #

Come promesso, oggi si cambia libro. Mettiamo via I grandi classici riveduti e scorretti e passiamo alla “Breve storia dell’ubriachezza”, di Mark Forsyth.

Ebbene sì, nonostante sia un bevitore piuttosto scarso, ai miei amici farà piacere sapere che almeno leggo qualcosa di alcolico. In effetti potrei proprio dire che Leggo l’alcool molto meglio di loro2.

Il libro parte con un bello spaccato di vita preistorica: caccia, raccolta di cibo, disegni nelle caverne e cose così. Insomma, tutto filava liscio.
Ogni tanto a qualcuno capitava di scoprire accidentalmente un nuovo drink, procurandosi una bella sbornia preistorica.

Sembra che qualche fortunello avesse già scoperto la birra primordiale, che era fatta di orzo e acqua mischiati lasciati fermentare in modo naturale3. Procurarsi l’acqua per fare la birra sicuramente non era un problema, ma l’orzo non te lo portavano mica in cima all’albero assieme alle Gocciole Pavesi; te lo dovevi procurare in qualche modo, il che ci porta al nocciolo della questione:

Pare inoltre che la birra ci fosse e, aspetto rilevante, sembra che la birra venisse prodotta ancor prima che esistessero i templi o l’agricoltura. Il che ci porta a una grande teoria sulla storia umana: non abbiamo cominciato a coltivare perchè volevamo cibo - in giro se ne trovata parecchio. Abbiamo cominciato a coltivare perchè volevamo qualcosa da bere.
[…]
Intorno al 9000 a.C., dunque, abbiamo inventato l’agricoltura perchè volevamo ubriacarci su base regolare.

Questo è quello che chiamerei un gran colpo di scena. E la cosa bella è che non c’era ancora la stradale a ritirati la patente per guida in stato di ebrezza. Bè, oddio, non esisteva nemmeno il concetto stesso di guida… Ma insomma, mi avete capito 😉.

Preparatevi al peggio, vi garantisco che non abbiamo ancora visto niente dei nostri antenati ebbri. “El vìn bòn” scorrerà a fiumi.

Se la gradazione alcolica di questo episodio vi è piaciuta, lasciate un commento qua sotto 👇, o ascoltate la playlist su Spotify.


  1. https://www.independent.co.uk/news/people/obituary-andy-stewart-1510366.html ↩︎

  2. E lascio anche spazio a facili battute sugli asiatici. Che birbante! ↩︎

  3. Il tutto, senza olio di palma, grassi idrogenati e coloranti vari 😝. ↩︎